Michellescrap’s Weblog

everybody must have a fantasy

25/11 giornata ONU contro la violenza familiare novembre 19, 2008

Filed under: atc,Chiacchiere — michellescrap @ 10:36 am

noallaviolenzaCapita a volte che io scompaia per qualche giorno, che mi perda in dolorosi silenzi per poi riapparire un po’ giù. Di solito passa qualche giorno e ritorno la solita rompi balle ironica di sempre.

Alcune di voi mi hanno scritto in privato per chiedermi cosa accade in questi bui momenti. Ho risposto a tutte ma non ho mai reso pubblica questa motivazione. Vi ringrazio comunque perchè mi siete sempre molto vicine.

Oggi ho deciso che è il momento di non tacere più.

Una persona a me molto molto cara è vittima di violenza familiare; sia fisica che psicologica. Anzi in questo caso dovrei dire DUE persone in quanto si parla di mamma e figlia. Sono vittime non solo dell’uomo che le tortura e le rende la vita un incubo, ma anche della nostra stessa giustizia che non prevede grandi azioni nei confronti di chi perseguita, fa del male, tortura perchè non è un’estraneo ma marito e padre.

Occorre ‘uccidere’ perchè una persona venga carcerata … fino ad allora si è UNO CONTRO UNO … e la polizia non ha tanto tempo da perdere per “due coniugi che litigano”.

Sono parole dure quelle che sto scrivendo … ma reali. Auguratevi che ne voi ne le vostre figlie vengano mai perseguitate. Nessuno potrà aiutarvi più di tanto. Almeno finchè le regole in questo paese non cambieranno.

Ogni volta che ‘accade’ qualcosa a questa persona io mi deprimo, mi butto giù soprattutto per l’impotenza che sento per non poterle aiutare più di tanto. Posso solo ascoltare …

Ma oggi ho deciso che non starò più zitta.

Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale contro la Violenza Maschile sulle Donne dichiarata dall’ONU: si tratta di un’occasione importante per riflettere su quella che, per le donne tra i 16 ed i 44 anni, è la prima causa di morte: la violenza familiare. Si tratta di un fenomeno che riguarda tutti i Paesi, anche quelli più “civilizzati”.
Ci saranno varie iniziative in molte città. Se passeggiando vi imbattete in una di queste fermatevi e ascoltate … anche solo un po’ di attenzione serve.

Questa è la mia ATC. E’ dedicata a questa giornata. Il fiore è stato ritagliato da un preciso articolo tratto da Liberazione del 1 novembre 2008, proprio sulla violenza familiare in Italia, scritto da una mia carissima amica.

Il verde è il colore della speranza … la speranza che questo paese cambi … diventando un paese davvero civilizzato.

Ecco perchè faccio atc … per raccontare le storie che ci sono dietro. Che a volte sono ironiche, a volte sono stupide, a volte sono divertenti … e a volte possono diventare un messaggio di speranza.

Questo è l’articolo per chi ha voglia di leggerlo.

liberazione

”image”

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20 Responses to “25/11 giornata ONU contro la violenza familiare”

  1. dada Says:

    questo articolo mi ha toccato il cuore. Purtroppo so cosa vuol dire e la cosa peggiore è proprio quando “gli altri” (anche i familiari) non vogliono vedere.
    Ti sono vicina
    dada

  2. sanztosi Says:

    Ti ho pensato tanto, ma non ti ho scritto per non disturbarti.
    Tu mi sei stata di conforto quando avevo bisogno, e mi iacerebbe ricambiare. Condivido totalmente il tuo pensiero su questo triste argomento, e capisco quanto possa essere difficilo stare vicino a chi hadi questi problemi.
    Ma non ti scoraggiare, il tuo aiuto è importantissimo.
    un bacio
    Moni

  3. fulvia Says:

    purtoppo anche io conosco più di una persona nella stessa situazione e hai ragione non c’è nessuno che ti vuole aiutare perchè io penso che sia una questione di volontà!!! e questo è gravissimo. una mia ex collega è dovuta scappare dal suo paese perchè il marito l’ ha minacciata l’ha picchiata l’ha accoltellata in un negozio mentre lei faceva la spesa per fortuna lei è sopravvissuta , ma il marito è a piede libero e quindi lei ha lasciato tutto ed è scappata e nessuno della sua famiglia sa dove si trova per evitare che anche lui la trovi. lo so sembra un racconto da film ma vi assicuro che è la verità e di queste situazioni ce ne sono tante purtroppo denunciare non è abbastanza, io mi domando perchè!!!

  4. Alessia Says:

    Brava Michelle, è un tema importantissimo che sta molto a cuore anche a me, per fortuna ultimamente se ne parla un pò di più anche in TV con il nuovo termine di “stalking”…

    Io credo che l’aiuto che tu stai dando sia importante e prezioso! Purtroppo capisco la frustrazione di non poter fare ancora di più complice il “lassismo” delle leggi e, qualche volta, la superficialità di chi avrebbe il dovere di proteggere e non capisce la situazione.

  5. Illy Says:

    Ciao Michelle, ti ho mandato una mail.

  6. daniela Says:

    Purtroppo anch’io conosco una persona vittima del marito. Hai fatto benissimo a scrivere questo post, è giustissimo che se ne parli, visto che ci sono molte donne in questa situazione.
    Ti sono vicina e sono sicura che quello che fai è comunque importantissimo per la persona a te cara
    Un abbraccio
    Daniela

  7. marcella Says:

    Cara Michelle, hai fatto benissimo ad esternare questo problema. Spero veramente che qualcosa possa cambiare in tema di giustizia e soprattutto protezione per le persone che ne sono vittime !!
    Un abbraccio di cuore !!

  8. Ross Says:

    Che schifo che siamo…parlo di umanità…come fa un essere a definirsi UMANO quando si comporta senza ritegno..usando violenza nei confronti di un altro essere umano…come facciamo ad essere tranquilli? Sembra salti qualche valvola..non si può parlare di persone sane! Perchè nessuno può far nulla!? Potrebbe capitare a chiunque di noi…a quel punto io, sarei FELICE di avere un’amica accanto come te…almeno una roccia alla quale aggrapparsi…sentirsi soli nel vivere i problemi grandi è il dolore più forte….sono con voi tre…se ti viene in mente qualcosa (un’iniziativa qualcosa per farsi sentire) io sono pronta…un abbraccio forte forte
    Ross

  9. gio Says:

    Michelle, non commento l’ATC perche’ non mi sembra il caso, il tema e’ veramente importante e delicato. Io sono purtroppo molto pessimista in merito, l’uomo (in generale) e’ una bestia che merita solo l’estinzione, per quello che e’ capace di fare ai suoi simili e agli essere piu’ indifesi. Non c’e’ giustizia che tenga.

  10. Nicoletta Says:

    ho la fortuna di non aver mai visto da vicino una cosa del genere ma il solo pensiero mi nausea, mi offende come essere umano pensare di appartenere alla stessa categoria di individui del genere…il solo pensiero mi avvolge di tristezza per queste persone a te care e per tutte quelle che subiscono violenze..ora provo a scriverti in pvt

  11. cate Says:

    Cara Michelle rendere pubblici i nostri pensieri alla ricerca della giustizia è un dovere! Perchè tutti possano riflettere almeno un momento su ciò che accade a qualcun altro al fuori da noi stessi, perchè il silenzio fa più male del più assordante dei rumori…Mi sento molto sensibile e partecipe come te e anch’io nel mio piccolo cerco sempre di domandarmi cosa posso fare per poi provare una profonda frustrazione nel constatare la mia inutilità, ma poi penso che anche una piccola goccia può fare un oceano e così ricomincio a sperare….Spero che ogni madre cresca il proprio figlio nel rispetto di ogni vita e di ogni essere umano e non con il mito della violenza e della prevaricazione del più debole…Diventiamo tante gocce e cerchiamo di non essere più complici, teniamo alta la guardia…Nel nostro paese la parola giustizia appare sinonimo di ingiustizia…..E anche stasera ho provato amarezza nell’ascoltare il notiziario…
    Un abbraccio
    Cate

  12. Cathy Says:

    Michelle ciao, ho appena letto il tuo commento sul mio blog e ti ho lasciato una risposta li prima di venirti a trovare di persona, o meglio per venire a fare la tua conoscenza. Il tuo ultimo post mi ha subito colpita e mi ha costretta a fare subito una prima sosta per spendere solo qualche parola in merito a questo argomento che purtroppo è troppo spesso tabù, le donne vittime spesso vengono addirittura convinte di essere loro la causa di ciò! Manca una educazione in merito e la dignità viene troppo spesso calpestata. Come dici tu, queste, ed altre situazioni vengono considerate “liti”… Credo sia tempo che la nostra coscienza si svegli davvero, che si diventi davvero solidali, perché în realtà tutto quello che subisce un essere umano lo subiamo tutti. Almeno questo è il mio pensiero, insieme a quello della speranza che ogniuno di noi un giorno si prenda le proprie responsabilità per il suo divenire (e che questa responsabilità gli sia concessa) per poter essere ciò che è…. Sorry per la spataffiata, ti prego di trasmettere alla tua amica che da qualche parte c’è un’altra donna che le fa il “tifo”, che crede in lei!!!!! Un grande abbraccio, Fata Bislacca
    p.s. grazie a te per esserti “fatta conoscere”, sicuramente mi segno il tuo indirizzo in agenda e tornerò con grande piacere a trovarti. A volte una piccola cosa creativa dice molto di più che tanti reggiseni bruciati in piazza e con questa atc io credo tu abbia messo “un fiore nel cannone””

  13. enrica Says:

    cara Michelle,non ti devi assolutamente scusare di niente…il fardello che porti è pesante e se con il mio sostegno te lo riesco ad alleggerire anche solo di un po’ ne sono ben contenta…amicizia è anche sostegno nei momenti difficili, o perlomeno io la vedo così!
    un grosso abbraccio
    Enri

  14. Daniela Says:

    Michelle, non ho tanto tempo sti giorni, troppi impegni troppe cose fare fare, ma non potevo non sedermi due secondi a dirti che hai tutto il mio appoggio , che la cosa mi disgusta e mi lascia basita, cosi come la polizia davanti a quello che per quella mamma e quella bimba può solo esser definito un incubo… capisco la tua rabbia, ma anche il tuo conforto per loro è importante, anche un solo sorriso di quella bimba può servire; sono una persona molto pratica e stare fermi non serve a tanto per cui nel mio piccolo farò il possibile per contribuire a questo schifo di problema, sono a tua completa disposizione! Un abbraccio a tutte voi, siate forti, più di lui, la ruota gira, gira sempre….

  15. Ross Says:

    Grazie a te Michelle…sono sempre pronta ad uno scambio con te, sempre onorata! 😉
    Bacino

  16. aulorescrap Says:

    non so cosa significhi violenza familiare perchè, a dire il vero nelle nostra famiglia le donne sono più forti degli uomini, caratterialmente parlando, ovvio!!!
    però ho il terrore che qualcosa possa accadere ad Aurora, la mia cucciola. ne sento troppe alla tv e mi fa rabbia che le forze dell’ordine non facciano nulla….poi si spendono miliardi in telefilm che facciano vedere quanto sono bravi poliziotti e carabinieri…….se si facesse qualcosa di più concreto forse la gente si fiderebbe di più…non lo so…..sono senza parole!!!

  17. Lara Says:

    ti abbraccio ((michelle))

  18. aulorescrap Says:

    michelle se ti va, qualche volta passa di qua….

    http://aulorescrap.blogspot.com/

    siamo solo un gruppo di amiche con la voglia di parlare di dire la propria….di raccontare una storia…..un bacio

  19. Dani Says:

    Questo post mi ha messo nelle dita la voglia di scrivere la mia esperienza, e quindi riporterò tutto questo anche sul mio blog, sperando che qualcuno lo legga.

    Scrivo ora, con un po’ di incertezza ed il cuore pesante. Perché sono donna. E sono un poliziotto. E amica di una donna vittima di violenze familiari.

    Incertezza, perché un testo breve può essere troppo facilmente frainteso, e il cuore pesante perché ci sono cose che vorrei sapeste.

    Le nostre leggi sono sicuramente arretrate, miopi e maschiliste, figlie di un codice penale pensato nel 1930 che per esempio puniva l’incesto, ovvero spesso lo stupro continuato di figlie e sorelle, solo nel caso “ne derivi pubblico scandalo”, e considerava questo orrore un reato contro la famiglia, e non contro la persona (che ne usce spesso distrutta nel corpo, nello spirito e nell’autostima).

    Detto questo, purtroppo, il problema è più profondo, e nasce proprio dall’animo delle donne, che in taluni casi accettano di subire violenze indicibili senza denunciare, anche quando noi, intervenendo, proponiamo loro case di accoglienza, protezione, assistenza legale.

    Non esistendo un corpo di leggi che tratti queste interazioni così complesse, spesso la violenza non può che essere trattata come pure “percosse” o “lesioni”, come si farebbe tra due estranei che litigano per un parcheggio. E se la donna non denuncia, la Polizia non può fare nulla per fermare questo massacro.

    L’amica di cui vi parlavo vive da anni in questa situazione, e nonostante i miei consigli e la mia disponibilità a fornirle ogni tipo di assistenza anche tangibile, continua a tornare da quell’essere ignobile portandosi appresso la figlia piccola e condannando anche lei ad una vita d’inferno.

    Queste donne per giustificarsi parlano di amore, ma questo non è amore. Non assomiglia nemmeno lontanamente all’amore. E’ l’antitesi stessa dell’amore, l’accettazione di un ruolo subordinato e privato di ogni dignità. L’amore è pari, chi ti ama non ti umilia, non ti ferisce, non ti diminuisce.

    Questo è il mio appello. Di donna. Di poliziotto.

    Abbiamo diritto alla vita, al rispetto, alla sicurezza, al riconoscimento della nostra identità. Smettiamo di essere ostaggi inermi della violenza.

    Se vogliamo possiamo.

    Ma dobbiamo volerlo.

    Alziamoci oggi. E non inchiniamoci mai più.

    Daniela

  20. Alessia Says:

    Grazie Daniela, questo è un messaggio importantissimo per tutte le donne, abbiamo dimenticato un pò della nostra forza ma è ancora dentro di noi, tiriamola fuori ed aiutiamo le altre donne a fare altrettanto.


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